Sabato 14 maggio, ore 20,45 Asigliano

Chiesa Parrocchiale della Beata Vergine Assunta

Via 55 Caduti 2, Asigliano

Massimo Ceccarelli contrabbasso

Guido Rimonda violino e direttore

Ensemble da camera della Camerata Ducale

 

 

Programma

  1. Gilardino – Concerto di Asigliano per contrabbasso e sette strumenti
  2. Schubert – Concerto dell’Arpeggione,
versione per violino e piccola orchestra da camera di Angelo Gilardino, 2010

Durante la settimana della festa patronale, grazie al fondamentale sostegno della Cassa di Risparmio di Vercelli, il Comune di Asigliano – promotori il Sindaco Carolina Ferraris e il parroco don Gianfranco Brusa – rende omaggio ad Angelo Gilardino, l’illustre concittadino scomparso il 14 gennaio di quest’anno e considerato un riferimento assoluto non solo per i chitarristi: Gilardino è infatti stato un grande interprete, didatta e compositore capace di segnare profondamente il suo tempo.

L’occasione per celebrare questa figura di livello internazionale nasce dall’incontro artistico tra il contrabbassista Massimo Ceccarelli, amico di Gilardino, e Guido Rimonda, violinista e direttore musicale dell’Orchestra Camerata Ducale.

Il concerto è incentrato sull’esecuzione di due partiture molto significative. La prima, naturalmente di Gilardino, è proprio il Concerto di Asigliano, opera del 2019 concepita durante il periodo del lockdown e scritta per contrabbasso solista, quartetto d’archi, flauto, clarinetto e fagotto. Di essa l’autore, molto legato al suo paese d’origine nel quale ha vissuto a lungo, ha detto: “in questi giorni di terribile angoscia per tutti, gli anni – mai dimenticati – dell’infanzia mi sono tornati in mente con fortissima intensità. Il concerto è una rievocazione musicale della prima età rivista oggi, dal pozzo della vecchiaia, come una speranza di vita”.

Il secondo brano è il Concerto dell’Arpeggione di Franz Schubert, nella versione per violino e orchestra da camera realizzata sempre da Gilardino nel 2010 su suggerimento di Filippo Michelangeli, direttore della rivista Suonare. Guido Rimonda ha in seguito revisionato la partitura e la parte del violino solista, suggerendo modifiche e aggiungendo delle arcate.

Nel complesso, un omaggio rigoroso a un artista che ha saputo spaziare in tutto il mondo mantenendo sempre un legame autentico e profondo con le sue origini e con il suo paese.

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