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    Origini


La Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli rappresenta la continuazione ideale della Cassa di Risparmio di Vercelli, istituita per iniziativa di benemeriti soci fondatori, con il concorso del Municipio e del Monte di Pietà di Vercelli e riconosciuta in ente morale autonomo con R.D. 19/8/1851.

L’iniziativa di istituire l’ente fu presa dal Comune di Vercelli il quale, nel corso dell’anno 1850, nominava una speciale commissione incaricata di provvedere alla stesura del relativo progetto contenente tutte le disposizioni relative alla istituzione e amministrazione di una Cassa di Risparmio, la cui fondazione doveva avvenire attraverso una società di azionisti, con il concorso del Municipio e della Amministrazione del Monte di Pietà.

La dotazione iniziale del nuovo istituto veniva prevista in un capitale di Lit. 10.000 da raccogliere mediante pubblica sottoscrizione di azioni del valore nominale di Lit. 50 caduna, nonché da una duplice fideiussione di Lit. 15.000 assunta dal Comune di Vercelli e Lit. 10.000 assunta dal Monte di Pietà di Vercelli.

Entrambi gli enti suddetti assegnarono inoltre una annualità di Lit. 600 caduno destinata a concorrere alle spese di amministrazione e di andamento della nuova Cassa di Risparmio.

L’appello per la sottoscrizione del capitale iniziale dell’ente ebbe pronta risposta: in un breve lasso di tempo le azioni acquistate da privati cittadini (n. 77, fra i quali l’Arcivescovo Alessandro d’Angennes a titolo personale) e da enti e istituzioni locali (Provincia di Vercelli, Ospedale Maggiore di Vercelli, Arcivescovado di Vercelli, varie Confraternite ed istituzioni vercellesi e diversi Comuni della provincia) raggiunsero il numero di 258 per complessive Lit. 12.900.

Come si può vedere, l’origine dei fondatori ha natura giuridica mista, essendo gli stessi rappresentati sia da privati cittadini sia da enti e istituzioni pubbliche.

Entro il mese di luglio 1852 fu già possibile convocare i soci sottoscrittori in assemblea generale per procedere alla nomina del Consiglio Direttivo, responsabile del quale venne all’unanimità designato il Canonico Giovanni Lampugnani che divenne così il primo Presidente-Direttore della Cassa di Risparmio di Vercelli.

L’Istituto ebbe così origine e fu denominato inizialmente “Cassa di Risparmio della Città e Provincia di Vercelli”; trovò la sua prima sede presso i locali del Monte di Pietà di Vercelli, attuale via Monte di Pietà, ove aprì gli sportelli al pubblico il giorno 26 dicembre 1852 (negli stessi storici locali che attualmente ospitano la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli).

Alla fine dell'anno 1924 venne raggiunta la somma di  cento milioni di Lire nei depositi, all'epoca un importo di notevole valore.

La Fondazione, come ente autonomo, nasce il 27/12/1991 in seguito all’attuazione del progetto di ristrutturazione, deliberato dal Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio ed approvato con D.M. n. 436270 del 23/12/1991, indirizzato all’attuazione della Legge Amato-Carli. Il progetto era finalizzato alla separazione della tradizionale attività istituzionale ed erogativa dall’attività prettamente bancaria, posta in capo alla Società per Azioni Cassa di Risparmio di Vercelli e successivamente confluita, nel 1994, insieme alla Cassa di Risparmio di Biella, in Biverbanca Spa.

Nel 1997 viene perfezionato il contratto tra Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli e Banca Commerciale Italiana che prevedeva la graduale cessione a quest’ultima del 55% delle azioni di Biverbanca. Al termine di tale processo, le azioni di Biverbanca risultavano detenute per il 55% dal gruppo Intesa Sanpaolo, per il 33,22% dalla Fondazione C. R. Biella e per l'11,78% dalla Fondazione C.R. Vercelli.

Nel dicembre 2007, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha venduto il pacchetto azionario di controllo di Biverbanca alla Banca Monte dei Paschi di Siena Spa. Successivamente, all'inizio del 2008, la Fondazione C.R. Vercelli ha perfezionato la vendita del 5,78%  del capitale Biverbanca alla Banca Monte dei Paschi di Siena.

Dopo tale operazione, la partecipazione della Fondazione nella compagine azionaria di Biverbanca rimane pari al 6%.

La Fondazione non ha fini di lucro, ed è persona giuridica privata di origine associativa, dotata di piena autonomia statutaria e gestionale.





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