Pubblicazioni > Camillo Leone - Una vita da museo - Memorie 1876-1901

Il Notaio Camillo Leone (1830-1907) è fondatore del Museo omonimo. In occasione del centenario della sua morte, che cade nel 2007, è stata programmata una serie di manifestazioni, che include la pubblicazione di quest'opera.
PREFAZIONE del geom. Amedeo Corio, Presidente della Fondazione Istituto di Belle Arti e Museo Leone
"La pubblicazione di una parte delle Memorie di Camillo Leone rappresenta per la Fondazione Istituto di Belle Arti e Museo Leone di Vercelli una risposta dovuta e significativa alle attese dell'autore che, con clausola testamentaria, stabiliva che tali memorie fossero date alle stampe, ma non prima di venticinque anni dalla sua dipartita, avvenuta il 23 gennaio 2007.
L'Istituto di Belle Arti ritenne, in ossequio alle volontà di Camillo Leone, di avviare con urgenza la realizzazione, nelle sue dimore, di un Museo a lui intitolato, Museo che si aprì ai visitatori in tempi brevissimi, nel 1910. Nello stesso anno l'Istituto pubblicava il primo volume di studi e catalogazioni delle collezioni, con un proflio di Camillo Leone scritto da Federico Arborio Mella, figlio di Edoardo, suo gande e carissimo amico. Il consiglio di direzione dell'Istituto, allo scadere del termine posto da Leone, si pose più volte il problema delle Memorie e della loro pubblicazione. La questione fu trattata specificamente nelle sedute del 12 luglio 1932 e del 20 aprile 1933, sentito il parere dell'avvocato Ferdinando Gandola che consigliò di rimandare l'apertura della cassetta ad epoca anche lontana. Il consiglio, sulla base di questo autorevole parere, deliberava di rinunciare a rendere pubbliche le Memorie.
Nel secondo dopoguerra si decide di riaprire la cassetta delle Memorie: dopo un'attenta presa di conoscenza dei manoscritti, si diede l'incarico a persone fidate della trascrizione delle migliaia di pagine delle Memorie, raccomandando prudenza e cautela, prima di permettere che direttamente o indirettamente potesse diffondersi la conoscenza di questi scritti. A trascrizione avvenuta si pose il problema, vista la mole del manoscritto, di operare una scelta antologica che rispettasse il pensiero di Camillo Leone, ma riservando particolare attenzione alla sua vita, ai suoi rapporti con "i valentuomini" dell'epoca, al suo impegno civile, non dimenticando le notazioni politiche e della vita cittadina.
Seppure da quel 1907 molto tempo sia passato, gli scritti di Leone, datati alla secondà metà dell'Ottocento, sono una godibile lettura, anche attuale.
La pubblicazione che si è oggi concretata vuole essere un omaggio all'uomo che ha, a sua volta, tanto donato alla propria città e nello stesso tempo un servizio agli studiosi che desiderino accedere a questa fonte documentaria cos' importante della storia di Vercelli, del suo territorio e dell'intera nazione. Questa Fondazione ritiene che oggi questo sia il modo più utile, interessante e concreto per celebrare, con il centenario della morte di Camillo Leone, la memoria di un uomo che rese alla sua città molto di più di quello che ai suoi tempi aveva ricevuto, e lo fece con la passione e la tenacia che ben scopriranno coloro che leggeranno le sue straordinarie Memorie. "
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